Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10679 del 03/05/2017

Cassazione civile, sez. VI, 03/05/2017, (ud. 16/03/2017, dep.03/05/2017),  n. 10679

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. AMENDOLA Adelaide – Presidente –

Dott. DE STEFANO Franco – Consigliere –

Dott. SCODITTI Enrico – Consigliere –

Dott. VINCENTI Enzo – Consigliere –

Dott. DELL’UTRI Marco – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZNA

sul ricorso 13926/2016 proposto da:

L.M. ( C.), LI.MA., elettivamente domiciliati in

ROMA, VIA EMILIO FAA DI BRUNO 15, presso lo studio dell’avvocato

GIUSEPPE MATTEUZZI. L’avvocato L.M. rappresenta e difende

se medesimo nonchè l’avvocato LI.MA.;

– ricorrenti –

contro

A.G., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR,

presso la CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso

dall’avvocato STEFANO BALDASSARRA;

– controricorrente –

avverso l’ordinanza del TRIBUNALE di BRINDISI, depositata il

22/02/2016;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 16/03/2017 dal Consigliere Dott. MARCO DELL’UTRI.

Fatto

FATTO E DIRITTO

Rilevato che con ordinanza resa in data 22/2/2016, il Tribunale di Brindisi ha rigettato la domanda proposta da L.M. e Li.Ma. per la condanna di A.G. al pagamento di quanto da quest’ultimo asseritamente dovuto a titolo di competenze professionali di avvocato;

che avverso detta ordinanza hanno proposto ricorso per cassazione ex art. 111 Cost., L.M. e Li.Ma.;

che A.G. resiste con controricorso, concludendo per il rigetto dell’impugnazione;

che, a seguito della fissazione della camera di consiglio, sulla proposta di definizione del relatore emessa ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., i ricorrenti hanno presentato memoria;

Considerato che con il ricorso proposto, L.M. e Li.Ma. censurano il provvedimento impugnato in relazione all’art. 360 c.p.c., nn. 2, 3 e 5, per avere il Tribunale di Brindisi erroneamente pronunciato la propria decisione senza provvedere alla dichiarazione di inammissibilità della domanda ex adverso proposta ai sensi dell’art. 702 bis c.p.c., attesa l’estensione del contraddittorio oltre il quantum degli onorari spettanti ai professionisti;

che la censura è inammissibile e suscettibile di assorbire ogni altra doglianza;

che, infatti, osserva il Collegio come, nella specie, debba trovare applicazione l’orientamento di questa Corte, ai sensi del quale le controversie per la liquidazione delle spese, degli onorari e dei diritti dell’avvocato nei confronti del proprio cliente previste dalla L. n. 794 del 1942, art. 28, (come risultante all’esito delle modifiche apportate dal D.Lgs. n. 150 del 2011, art. 34, e dell’abrogazione della medesima L. n. 794 del 1942, artt. 29 e 30) devono essere trattate con la procedura prevista dal suddetto D.Lgs. n. 150 del 2011, art. 14, anche nell’ipotesi in cui la domanda riguardi l’an della pretesa, senza possibilità per il giudice adito di trasformare il rito sommario in rito ordinario o di dichiarare l’inammissibilità della domanda (Sez. 6 – 3, Sentenza n. 4002 del 29/02/2016, Rv. 638895 – 01);

che in tal caso, l’intero giudizio deve concludersi con un provvedimento che, seppur adottato in forma di ordinanza, ha valore di sentenza, impugnabile unicamente con l’appello (Sez. 2, Sentenza n. 21554 de/13/10/2014, Rv. 632672-01; Sez. 2, Sentenza n. 19873 del 05/10/2015, Rv. 636795 – 01);

che, conseguentemente, il ricorso proposto dagli odierni istanti ex art. 111 Cost. deve ritenersi radicalmente inammissibile;

che al riconoscimento dell’inammissibilità del ricorso – cui la memoria successivamente depositata non ha apportato significativi elementi di valutazione di segno contrario – segue la condanna dei ricorrenti al rimborso, in favore del controricorrente, delle spese del giudizio di legittimità, secondo la liquidazione di cui al dispositivo.

PQM

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna i ricorrenti al rimborso, in favore del controricorrente, delle spese del giudizio di legittimità, liquidate in complessivi Euro 1.700,00, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15%, agli esborsi liquidati in Euro 200,00, e agli accessori come per legge.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte dei ricorrenti, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Sezione Sesta – 3 Civile, il 16 marzo 2017.

Depositato in Cancelleria il 3 maggio 2017

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