Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10674 del 04/05/2010

Cassazione civile sez. trib., 04/05/2010, (ud. 25/03/2010, dep. 04/05/2010), n.10674

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUPI Fernando – Presidente –

Dott. CAPPABIANCA Aurelio – Consigliere –

Dott. D’ALESSANDRO Paolo – rel. Consigliere –

Dott. IACOBELLIS Marcello – Consigliere –

Dott. DI BLASI Antonino – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

Role s.r.l., in persona del legale rappresentante, elettivamente

domiciliata in Roma, via Cola di Rienzo 297, presso l’avv. Beatrice

Aureli, rappresentata e difesa dall’avv. Minniti Rosario giusta

delega in atti;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle Entrate;

– intimata –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della

Lombardia n. 57/13/07 del 25/10/07.

 

Fatto

FATTO E DIRITTO

Considerato che il Consigliere relatore, nominato ai sensi dell’art. 377 c.p.c. ha depositato la relazione scritta prevista dall’art. 380- bis c.p.c., nei termini che di seguito si trascrivono:

“La Role s.r.l. propone ricorso per cassazione contro la sentenza della Commissione tributaria regionale della Lombardia che ha rigettato l’appello contro la pronuncia di primo grado, che aveva respinto il ricorso della società contro una cartella di pagamento IVA, conseguente a controllo D.P.R. n. 633 del 1972, ex art. 54 bis.

L’Agenzia delle Entrate non si è costituita. Il ricorso contiene due motivi. Può essere trattato in camera di consiglio (art. 375 c.p.c., n. 5) e rigettato, per manifesta infondatezza, alla stregua delle considerazioni che seguono:

Con i due motivi la società, sotto i profili della violazione di legge e del difetto di motivazione, si duole del fatto che la CTR abbia riconosciuto legittima l’iscrizione a ruolo, derivante dal mancato riconoscimento di una eccedenza di imposta, benchè l’omessa presentazione della dichiarazione nell’anno precedente (in cui l’eccedenza si sarebbe verificata) rendesse tutt’altro che certo l’errore materiale da essa commesso.

I due motivi sono manifestamente infondati.

E’ infatti assorbente il rilievo che – secondo la giurisprudenza di questa Corte – in tema di I.V.A., sensi del combinato disposto di cui al D.P.R. n. 633 del 1972, artt. 30 e 55 l’inottemperanza del contribuente all’obbligo della dichiarazione annuale esclude implicitamente la possibilità di recuperare il credito maturato in ordine al relativo periodo d’imposta attraverso il trasferimento della detrazione nel periodo d’imposta successivo (Cass. 16477/04, 16257/07)”;

che le parti non hanno presentato memorie;che il collegio condivide la proposta del relatore; che pertanto il ricorso va rigettato;

che non vi è luogo a provveder sulle spese, in difetto di attività difensiva da parte dell’Agenzia delle Entrate.

PQM

la Corte rigetta il ricorso.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione tributaria, il 25 marzo 2010.

Depositato in Cancelleria il 4 maggio 2010

 

 

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