Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10673 del 13/05/2011

Cassazione civile sez. VI, 13/05/2011, (ud. 31/03/2011, dep. 13/05/2011), n.10673

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUCCIOLI Maria Gabriella – Presidente –

Dott. FELICETTI Francesco – Consigliere –

Dott. CECCHERINI Aldo – rel. Consigliere –

Dott. PICCININNI Carlo – Consigliere –

Dott. BERNABAI Renato – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 5198-2010 proposto da:

C.A. (OMISSIS), C.R.

(OMISSIS), C.T. (OMISSIS), C.

L. (OMISSIS), C.G. (OMISSIS),

C.S. (OMISSIS), elettivamente domiciliati in

ROMA, VIA B. EUSTACHIO 22, presso lo studio dell’avvocato LAURA

DANIELA ZARELLA, che li rappresenta e difende unitamente all’avvocato

GIULIANI ANGELO, giusta, procure (n. 6) a margine del ricorso;

– ricorrenti –

contro

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI in persona del Presidente del

Consiglio pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI

PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la

rappresenta e difende, ope legis;

– resistente –

avverso il decreto nei procedimenti riuniti iscritti ai nn. 60747/06,

60748/06, 60749/06, 60750/06, 60751/06, 60752/06 della CORTE

D’APPELLO di ROMA del 15.6.09, depositato il 14/12/2009;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

31/03/2011 dal Consigliere Relatore Dott. ALDO CECCHERINI.

E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott. ROSARIO

GIOVANNI RUSSO.

Fatto

PREMESSO IN FATTO

1. – E’ stata depositata la seguente relazione, in applicazione dell’art. 380 bis c.p.c.:

Con decreto 14 dicembre 2009, la Corte d’appello di Roma ha riunito i ricorsi proposti da ciascuna delle odierne parti ricorrenti nei confronti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e in accoglimento delle domande proposte ha condannato questo al pagamento dell’equa riparazione per l’irragionevole durata di un processo svoltosi davanti al giudice amministrativo, liquidata nella somma di Euro 5.000,00 per ciascuna, con gli interessi legali dalla data del decreto medesimo. La corte ha inoltre condannato il ministero al pagamento delle spese dei giudizi riuniti, liquidate in complessivi Euro 700,00, aumentate del 20% per ogni ricorrente oltre al primo, con distrazione in favore del procuratore antistatario.

Per la cassazione del decreto ricorrono le parti in epigrafe, con atto notificato il 2 marzo 2010, per due motivi.

L’amministrazione si è riservata di partecipare alla discussione.

Il ricorso potrà essere deciso in camera di consiglio se saranno condivise le considerazioni che seguono.

Il primo motivo del ricorso denuncia la violazione di norme di diritto, per avere la corte di merito fatto decorrere gli interessi legali sulla somma liquidata dalla data del provvedimento, invece che dalla data della domanda giudiziale.

Questo motivo è manifestamente fondato, essendo consolidato nella giurisprudenza di legittimità il principio che, in tali casi, gli interessi decorrono dalla domanda (Cass. 12 settembre 2005 n. 18105).

Il secondo motivo denuncia il vizio di violazione delle norme sulla liquidazione dei diritti ed onorari giudiziali, avendo la corte territoriale liquidato le predette competenze unitariamente per tutte le parti, e con la maggiorazione del 20% per ciascuna di esse oltre alla prima, per attività giudiziali anteriori alle riunione.

Anche questo motivo è manifestamente fondato, avendo questa corte già affermato il principio che la liquidazione unitaria con maggiorazione percentuale in relazione al numero delle parti rappresentate è consentita dal momento della riunione (Cass. 6 dicembre 2002 n. 17354).

Si propone pertanto di accogliere i due motivi, e di cassare la sentenza impugnata in relazione ad essi.

2. – La relazione è stata comunicata al pubblico ministero e notificata alla parte.

Diritto

RITENUTO IN DIRITTO

3. – Il collegio ha esaminato il ricorso, il controricorso, la relazione, e ha condiviso il contenuto della relazione, nonchè la conclusione in ordine al primo motivo. Il secondo motivo è assorbito.

4. L’accoglimento del primo motivo comporta la cassazione del decreto sul punto indicato, e, non richiedendosi a tal fine ulteriori indagini, la decisione sul merito. Pertanto l’amministrazione deve essere condannata al pagamento degli interessi sulla somma liquidata con decorrenza dalla data della domanda, 5. Le spese del giudizio di merito sono riliquidate unitariamente – stante l’inapplicabilità della maggiorazione prevista per la pluralità di parti nei casi di abuso del processo, ravvisabile nei casi di artificiosa moltiplicazione delle domande (Cass. 3 maggio 2010 n. 10634) – come indicato in dispositivo e distratte a favore del procuratore antistatario. Le spese del presente giudizio sono compensate in ragione di un mezzo e poste per il resto a carico dell’amministrazione. Esse sono liquidate come in dispositivo e distratte a favore dei procuratori antistatari.

P.Q.M.

La corte accoglie il primo motivo ricorso per manifesta fondatezza e dichiara assorbito il secondo; cassa il decreto in relazione alla censura accolta e decidendo nel merito provvede come segue:

condanna l’amministrazione al pagamento degli interessi legali sulla somma liquidata, con decorrenza dalla data della domanda;

liquida le spese del giudizio davanti alla corte d’appello in complessivi Euro 1.318,00, di cui Euro 500,00 per onorari e 768,00 per diritti, oltre alle spese generali e agli accessori come per legge, e le distrae a favore dell’avvocato Laura Zavarella;

compensa in ragione di un mezzo le spese del giudizio di legittimità; condanna l’amministrazione al pagamento delle spese residue, liquidate per la frazione di competenza in Euro 350,00, di cui Euro 300,00 per onorari, oltre alle spese generali e agli accessori come per legge, e distratte a favore degli avvocati antistatari Angelo Giuliani e Laura Zavarella.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della prima sezione della Corte suprema di cassazione, il 31 marzo 2011.

Depositato in Cancelleria il 13 maggio 2011

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