Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10662 del 05/06/2020

Cassazione civile sez. VI, 05/06/2020, (ud. 11/12/2019, dep. 05/06/2020), n.10662

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. D’ASCOLA Pasquale – Presidente –

Dott. FALASCHI Milena – Consigliere –

Dott. CRISCUOLO Mauro – rel. Consigliere –

Dott. DONGIACOMO Giuseppe – Consigliere –

Dott. BESSO MARCHEIS Chiara – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 3728-2019 proposto da:

R.C., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA PREMUDA 1/A,

presso lo studio dell’avvocato DANIELA BRUNCO, rappresentato e

difeso dall’avvocato SERGIO OGGIANO giusta procura in calce al

controricorso;

– ricorrente –

e contro

S.M.;

– intimata –

avverso l’ordinanza della CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE di ROMA,

depositata il 07/08/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

11/12/2019 dal Consigliere Dott. MAURO CRISCUOLO.

Fatto

MOTIVI IN FATTO ED IN DIRITTO DELLA DECISIONE

Con ordinanza n. 20606 del 7 agosto 2018, questa Corte ha rigettato il ricorso proposta da S.M. nei confronti di R. Cristina, in qualità di controricorrente, avverso la sentenza della Corte d’Appello di Cagliari del 24/11/2016 n. 901 con la quale, in riforma della decisione del Tribunale, era stata rigettata l’opposizione proposta dalla S. avverso il decreto ingiuntivo emesso in favore della controparte per il pagamento del corrispettivo di prestazioni d’opera.

Con l’ordinanza erano altresì poste le spese di lite a carico della soccombente.

C.C. ha chiesto la correzione dell’errore materiale asseritamente presente nell’ordinanza in questione, deducendo che nella memoria ex art. 380 bis c.p.c., depositata in data 19/4/2018 aveva chiesto la liquidazione anche delle spese sostenute per il sub-procedimento ex art. 373 c.p.c., introdotto dinanzi alla Corte d’Appello di Cagliari a seguito della richiesta della S. di sospendere l’efficacia esecutiva della sentenza d’appello.

Lamenta che però tale richiesta non è stata oggetto di pronuncia e che per rimediare a tale omissione è necessario far ricorso al procedimento di correzione di errore materiale ex art. 391 bis c.p.c..

In primo luogo rileva la Corte che appare sicuramente inammissibile la richiesta parimenti formulata nell’istanza del R. di prevedere la condanna della controparte anche ai sensi dell’art. 96 c.p.c., per lite temeraria, non emergendo dall’istanza che tale richiesta fosse stata in precedenza avanzata ed esulando l’omessa pronuncia sul punto dal novero degli errori materiali.

Quanto, invece alla richiesta di liquidare anche le spese del procedimento incidentale di cui all’art. 373 c.p.c., ferma restando la correttezza dell’affermazione in diritto secondo cui il compito di provvedere a tale liquidazione è del giudice di legittimità (Cass. n. 19544/2015), deve escludersi la ricorrenza di un errore materiale.

In tal senso, ritiene il Collegio di dover far rinvio alla giurisprudenza di questa Corte che, anche di recente, ha affermato (Cass. n. 24201/2018) che nel giudizio di legittimità la richiesta di pronuncia sull’istanza di rimborso delle spese processuali affrontate dalla parte per resistere vittoriosamente all’istanza di sospensione dell’efficacia esecutiva della sentenza di merito impugnata può essere esaminata alla condizione che venga notificata, con i relativi documenti da produrre, alla controparte, ovvero che il contraddittorio con la medesima sia stato, comunque, rispettato, con la conseguenza che detta istanza è inammissibile ove venga proposta in un procedimento soggetto a rito camerale mediante memoria ai sensi degli artt. 378 e 372 c.p.c., comma 2, non notificata alla controparte.

Va, infatti, assicurata continuità, con gli adattamenti imposti dalle foeme del procedimento camerale, alla costante giurisprudenza di questa Corte secondo cui la richiesta di pronuncia, in sede di legittimità, sull’istanza di rimborso delle spese processuali affrontate dalla parte per resistere vittoriosamente all’istanza di sospensione dell’efficacia esecutiva della sentenza di merito impugnata, può essere esaminata alla condizione che l’istanza, e i relativi documenti da produrre, siano stati notificati alla controparte, ovvero che il contraddittorio con la medesima sia stato comunque rispettato in ragione della sua presenza all’udienza, così da permetterle di interloquire sul punto (Cass., 20/10/2015, n. 21198).

Nella specie il ricorrente ribadisce che la richiesta di rimborso delle spese in questione è stata avanzata solo nella memoria ex art. 380 bis c.p.c., depositata il 19 aprile 2018, senza peraltro nemmeno specificare se alla stessa fossero allegati i documenti giustificativi e se gli stessi fossero stati preventivamente notificati alla controparte ex art. 372 c.p.c., dovendosi escludere che, in procedimento soggetto a rito camerale, quale quello di cui all’art. 380 bis c.p.c., della memoria (e della richiesta in essa contenuta) controparte abbia potuto prendere visione con certezza.

Attesa l’inammissibilità dell’istanza di riconoscimento delle spese sostenute nel sub procedimento ex art. 373 c.p.c., va quindi esclusa la ricorrenza di un errore materiale o di un’omissione suscettibile di essere emendata con l’apposito procedimento di cui all’art. 391 bis. c.p.c., mancando una valida istanza dalla quale potesse scaturire un obbligo del giudice di pronuncia.

Il ricorso deve ritenersi inammissibile.

Nulla a disporre quanto alle spese (Cass. n. 21213/2013).

P.Q.M.

Dichiara il ricorso inammissibile.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 11 dicembre 2019.

Depositato in Cancelleria il 5 giugno 2020

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