Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10644 del 22/04/2021

Cassazione civile sez. VI, 22/04/2021, (ud. 25/02/2021, dep. 22/04/2021), n.10644

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LEONE Margherita Maria – Presidente –

Dott. PONTERIO Carla – Consigliere –

Dott. MARCHESE Gabriella – Consigliere –

Dott. BOGHETICH Elena – Consigliere –

Dott. DE FELICE Alfonsina – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 10155-2019 proposto da:

POLICLINICO DI MONZA – CASA DI CURA PRIVATA SPA, in persona del

Presidente del Consiglio di Amministrazione e legale rappresentante

pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DELLE FORNACI

43, presso lo studio dell’avvocato VINCENZO SCORSONE, che la

rappresenta e difende unitamente all’avvocato FRANCESCO FORMENTO;

– ricorrente-

contro

INPS – ISTITUTO NAZIONALE PREVIDENZA SOCIALE, in persona del legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA

CESARE BECCARIA 29, presso lo studio dell’avvocato ANTONINO SGROI,

che lo rappresenta e difende unitamente agli avvocati LELIO

MARITATO, EMANUELE DE ROSE, GIUSEPPE MATANO, CARLA D’ALOISIO, ESTER

ADA SCIPLINO;

– controricorrente –

contro

SOCIETA’ DI CARTOLARIZZAZIONE DEI CREDITI INPS – SCCI SPA;

– intimata –

avverso la sentenza n. 477/2018 della CORTE D’APPELLO di TORINO,

depositata il 20/09/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 25/02/2021 dal Consigliere Relatore Dott. ALFONSINA

DE FELICE.

 

Fatto

RILEVATO

che:

la Corte d’appello di Torino, pronunciandosi in sede di rinvio disposto dalla ordinanza Cass. n. 9238 del 2018 in un giudizio di opposizione a cartella di pagamento, ha statuito sulle spese di lite del giudizio di legittimità, condannando il Policlinico Monza Casa di cura Salus s.r.l. a rifondere, in favore dell’Inps, anche in qualità di mandatario della società di cartolarizzazione dei crediti (S.C.C.I. S.p.a.), Euro 9.000 a tale titolo;

il Policlinico Monza Casa di cura Salus s.r.l. domanda la cassazione della sentenza sulla base di un unico motivo, illustrato da successiva memoria;

l’Inps ha depositato controricorso;

è stata depositata proposta ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., ritualmente comunicata alle parti unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza in camera di consiglio.

Diritto

CONSIDERATO

che:

con l’unico motivo, formulato ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, parte ricorrente deduce “Violazione e falsa applicazione dell’art. 91 c.p.c., per avere la Corte d’Appello di Torino, Sezione Lavoro, quale Giudice di rinvio, liquidato in favore dell’Inps, in proprio e quale mandatario di S.C.C.I. S.p.a., le spese del precedente giudizio di legittimità in assenza di attività processuale svolta dallo stesso Ente”;

la Corte d’appello in sede di rinvio avrebbe violato il principio di soccombenza, condannando l’odierna ricorrente a rifondere all’Inps le spese del giudizio di legittimità, sebbene questi non avesse svolto nessuna attività difensiva, essendosi limitato a depositare procura speciale in calce al ricorso;

il motivo merita accoglimento;

risulta in atti che nell’intestazione della sentenza di Cassazione che ha disposto il rinvio, l’Inps anche quale mandatario della Società di cartolarizzazione dei crediti, viene indicato come “resistente con mandato”, avendo conferito procura speciale ai difensori in calce alla copia notificata del ricorso;

deve pertanto ritenersi che l’indicazione contenuta nel corpo della sentenza (quarta e quinta riga di p.4 dell’ordinanza), in cui si legge “resiste l’Inps con contro ricorso, anche per conto della società di cartolarizzazione dei crediti” sia dovuta a un mero refuso;

va, nel caso in esame, applicato il consolidato principio formulato da questa Corte secondo cui nessun diritto alla liquidazione delle spese di lite spetta alla parte costituitasi in giudizio per mezzo di deposito della procura speciale, che non abbia svolto nessuna attività difensiva (ex multis, cfr. Cass. n. 33102 del 2018);

il suddetto principio si rivela esattamente aderente al principio generale di soccombenza, in base al quale la condanna alle spese processuali ex art. 91 c.p.c., trae fondamento dall’esigenza di evitare una diminuzione patrimoniale alla parte che ha dovuto svolgere un’attività processuale per ottenere il riconoscimento e l’attuazione di un suo diritto; sicchè essa non può disposta in favore del contumace vittorioso il quale, non avendo svolto nessuna attività processuale, non ha sopportato spese al cui rimborso abbia diritto (ex multis, cfr. Cass. n. 20785 del 2020);

pertanto, in accoglimento del ricorso, la sentenza impugnata va cassata con riferimento alla statuizione relativa alla liquidazione delle spese del giudizio di legittimità di cui all’ordinanza Cass. n. 9238 del 2018, e la causa va rinviata alla Corte d’appello di Torino in diversa composizione, per la rideterminazione delle spese di lite relative al procedimento n. R.G. 27515 del 2012;

la stessa Corte d’appello è chiamata altresì a statuire in merito alle spese del presente giudizio;

in considerazione dell’accoglimento del ricorso, va dato atto che non sussistono i presupposti processuali per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello, ove dovuto, per il ricorso.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso. Cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia la causa alla Corte d’appello di Torino in diversa composizione, affinchè provveda alla rideterminazione delle spese di lite relative al procedimento n. R.G. 27515 del 2012.

La stessa Corte d’appello è tenuta altresì a statuire in merito alle spese del presente giudizio.

Così deciso in Roma, all’Adunanza camerale, il 25 febbraio 2021.

Depositato in Cancelleria il 22 aprile 2021

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA