Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10633 del 13/05/2011

Cassazione civile sez. trib., 13/05/2011, (ud. 25/01/2011, dep. 13/05/2011), n.10633

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MERONE Antonio – Presidente –

Dott. GIACALONE Giovanni – Consigliere –

Dott. DI IASI Camilla – Consigliere –

Dott. VIRGILIO Biagio – Consigliere –

Dott. GRECO Antonio – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, e presso

di essa domiciliata in Roma, in via dei Portoghesi n. 12;

– ricorrente –

contro

REHNICER ELLIOTT & PARTNERS srl;

– intimata –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della

Lombardia n. 231/38/05, depositata il 6 febbraio 2006.

Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

25 gennaio 2011 dal Relatore Cons. Antonio Greco;

Lette le conclusioni scritte del P.M., in persona del Sostituto

Procuratore Generale, dott. MATERA Marcello che ha chiesto

l’accoglimento del ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

La Commissione tributaria regionale della Lombardia con la sentenza indicata in epigrafe, rigettando l’appello dell’Agenzia delle entrate, ufficio di Milano (OMISSIS), nel giudizio introdotto dalla srl Rehnicer Elliott & Partners srl con l’impugnazione della cartella, notificata “entro il termine dei cinque anni”, relativa all’iscrizione a ruolo di ritenute alla fonte dell’IRPEF per gli anni 1998 e 1999, liquidata ai sensi del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 36 bis ha dichiarato la decadenza dell’amministrazione dal potere impositivo per non essere stata la cartella notificata al contribuente entro il termine.

L’Agenzia delle entrate propone ricorso per cassazione nei confronti della decisione sulla base di un motivo.

La contribuente non ha svolto attività difensiva nella presente sede.

Il ricorso, ai sensi dell’art. 375 cod. proc. civ., è stato fissato per la trattazione in camera di consiglio.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con l’unico motivo l’amministrazione ricorrente deduce, sotto il profilo della violazione di legge, che la cartella sarebbe stata tempestivamente notificata, entro il termine di cinque anni dalla presentazione della dichiarazione.

Il ricorso è inammissibile.

Con sentenza del 14 gennaio 2008, n. 627, infatti, questa Corte a sezioni unite ha enunciato il seguente principio di diritto: “la produzione dell’avviso di ricevimento del piego raccomandato contenente la copia del ricorso per cassazione spedita per la notificazione a mezzo del servizio postale ai sensi dell’art. 149 cod. proc. civ., o della raccomandata con la quale l’ufficiale giudiziario dà notizia al destinatario dell’avvenuto compimento delle formalità di cui all’art. 140 cod. proc. civ., è richiesta dalla legge esclusivamente in funzione della prova dell’avvenuto perfezionamento del procedimento notificatorio e, dunque, dell’avvenuta instaurazione del contraddittorio. Ne consegue che l’avviso non allegato al ricorso e non depositato successivamente può essere prodotto fino all’udienza di discussione di cui all’art. 379 cod. proc. civ., ma prima che abbia inizio la relazione prevista dal comma 1 della citata disposizione, ovvero fino all’adunanza della corte in camera di consiglio di cui all’art. 380-bis cod. proc. civ., anche se non notificato mediante elenco alle altre parti ai sensi dell’art. 372 c.p.c., comma 2. In caso, però di mancata produzione dell’avviso di ricevimento, ed in assenza di attività’ difensiva da parte dell’intimato, il ricorso per cassazione è inammissibile, non essendo consentita la concessione di un termine per il deposito e non ricorrendo i presupposti per la rinnovazione della notificazione ai sensi dell’art. 291 cod. proc. civ.;

tuttavia, il difensore del ricorrente presente in udienza o all’adunanza della corte in camera di consiglio può domandare di essere rimesso in termini, ai sensi dell’art. 184-bis cod. proc. civ., per il deposito dell’avviso che affermi di non aver ricevuto, offrendo la prova documentale di essersi tempestivamente attivato nel richiedere all’amministrazione postale un duplicato dell’avviso stesso, secondo quanto previsto dalla L. n. 890 del 1982, art. 6, comma 1”.

Nel caso di specie, non avendo l’Agenzia delle entrate depositato l’avviso di ricevimento della notificazione, eseguita a mezzo del servizio postale, del ricorso alla società contribuente, manca la prova dell’adempimento dell’onere specificamente posto a suo carico.

Il ricorso va pertanto dichiarato inammissibile.

Nulla si dispone in ordine alle spese, in considerazione del mancato svolgimento di attività da parte della contribuente.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Così deciso in Roma, il 25 gennaio 2011.

Depositato in Cancelleria il 13 maggio 2011

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