Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10580 del 04/06/2020

Cassazione civile sez. VI, 04/06/2020, (ud. 11/09/2019, dep. 04/06/2020), n.10580

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CURZIO Pietro – Presidente –

Dott. DORONZO Adriana – Consigliere –

Dott. LEONE Margherita Maria – rel. Consigliere –

Dott. PONTERIO Carla – Consigliere –

Dott. MARCHESE Gabriella – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 21432-2018 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE – RISCOSSIONE, (OMISSIS), in persona del legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA PIAZZA

CAVOUR presso la CORTE di CASSAZIONE, rappresentata e difesa

dall’avvocato TIZIANA PANE;

– ricorrente –

contro

INAIL – ISTITUTO NAZIONALE PER L’ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI

SUL LAVORO, (OMISSIS), in persona del legale rappresentante pro

tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA IV NOVEMBRE 144,

presso lo studio dell’avvocato RAFFAELA FABBI, che lo rappresenta e

difende unitamente agli avvocati LORELLA FRASCONA’, GIANDOMENICO

CATALANO;

– controricorrenti –

e contro

INPS – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE, in persona del

legale rappresentante pro tempore, in proprio e quale procuratore

speciale della SOCIETA’ DI CARTOLARIZZAZIONE DEI CREDITI INPS (SCCI)

SPA, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CESARE BECCARIA 29

presso l’AVVOCATURA CENTRALE DELL’ISTITUTO, rappresentato e difeso

dagli avvocati EMANUELE DE ROSE, ANTONINO SGROI, LELIO MARITATO,

CARLA D’ALOISIO, GIUSEPPE MATANO, ESTER ADA VITA SCIPLINO;

– controricorrente –

e contro

D.U., elettivamente domiciliato in ROMA PIAZZA CAVOUR presso

la CORTE di CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato ANDREA

BENZI;

– controricorrente –

avverso l’ordinanza n. R.G. 1363/2018 della CORTE D’APPELLO di

TORINO, depositata il 29/05/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata dell’11/09/2019 dal Consigliere Relatore Dott.

MARGHERITA MARIA LEONE.

Fatto

RILEVATO

Che:

La Corte di appello di Torino con sentenza n. 1363/2018 aveva dichiarato inammissibile, ai sensi dell’art. 348 bis c.p.c., comma 1, l’appello proposto da Agenzia delle Entrate Riscossioni avverso la sentenza con la quale il tribunale di Novara aveva dichiarato la intervenuta prescrizione quinquennale dei crediti per contributi Inps e premi Inail oggetto delle cartelle esattoriali notificate tra il 18.10.2004 e il 26.4.2010 a D.U., nonchè i tre avvisi di addebito allo stesso notificati tra il 27.11.2012 ed il 21.11.2013.

La Corte territoriale, a seguito della intervenuta pronuncia della Cassazione a Sezioni Unite in tema di prescrizione applicabile a fattispecie similari, ha ritenuto non vi fossero ragionevoli probabilità che l’appello fosse accolto e lo ha quindi dichiarato inammissibile ai sensi dell’art. 348 bis c.p.c., comma 1.

Avverso detta decisione l’Agenzia delle Entrate Riscossione proponeva ricorso affidato a un motivo, cui resisteva con controricorso D.U., l’Inps anche quale procuratore speciale di SCCI spa ed anche l’Inail.

Diritto

CONSIDERATO

Che:

1) Con unico motivo è dedotta la violazione e o falsa applicazione dell’art. 2946 c.c., del D.Lgs n. 46 del 1999, art. 17, del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 49; della L. n. 335 del 1995, art. 3, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.

Il motivo censura la decisione di intervenuta prescrizione del credito che la corte territoriale ha fondato sulla decisione delle Sezioni Unite n. 23397/2016. A riguardo parte ricorrente deduce che la decisione affronta solo il problema della applicabilità dell’art. 2953 c.c. e quindi della prescrizione decennale conseguente solo in caso di sentenze passate in giudicato, decreti ingiuntivi non opposti e non riguarda invece altri titoli aventi natura esecutiva quale quello in esame.

Il ricorso è inammissibile. Questa Corte ha precisato che “L’ordinanza di inammissibilità dell’appello resa ex art. 348 ter c.p.c. è ricorribile per cassazione, ai sensi dell’art. 111 Cost., comma 7, limitatamente ai vizi suoi propri costituenti violazioni della legge processuale (quali, per mero esempio, l’inosservanza delle specifiche previsioni di cui all’art. 348 bis c.p.c., comma 2 ed all’art. 348 ter c.p.c., comma 1, primo periodo e comma 2, primo periodo), purchè compatibili con la logica e la struttura del giudizio ad essa sotteso, mentre non sono deducibili nè “errores in iudicando”, nè vizi di motivazione, salvo il caso (che, però, trascende in violazione della legge processuale) della motivazione mancante sotto l’aspetto materiale e grafico, della motivazione apparente, del contrasto irriducibile fra affermazioni inconciliabili ovvero di motivazione perplessa ed obiettivamente incomprensibile” (Cass. n. 20861/2018; Cass. n. 19944/2014).

In base agli enunciati principi non è dunque ammissibile il ricorso che ancora una volta censuri la decisione di merito della controversia (termine di prescrizione applicabile), in quanto estranea, tale possibilità impugnatoria, a quelle consentite. Peraltro il motivo presenta ulteriore profilo di inammissibilità trattandosi di ricorso vertente su questioni sulle quali esiste un orientamento consolidato della Corte rispetto al quale non sussistono ragioni per discostarsi (Cass. n. 7155/2017; conf. Cass. n. 4366/2018).

Il ricorso deve essere dichiarato inammissibile. Le spese seguono la soccombenza.

Sussistono i presupposti per il versamento, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, previsto dal D.P.R. 30 maggio, art. 13, comma 1 quater, introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17 (legge di stabilità 2013).

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso; condanna il ricorrente al pagamento, nei confronti di ciascun controricorrente, delle spese processuali liquidate in Euro 5.600,00 per compensi ed E. 200,00 per spese oltre spese generali nella misura del 15% ed accessori di legge.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, se dovuto, da parte del ricorrente dell’ulteriore importo, a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

Così deciso in Roma, il 11 settembre 2019.

Depositato in Cancelleria il 4 giugno 2020

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA