Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1043 del 20/01/2014


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Civile Sent. Sez. L Num. 1043 Anno 2014
Presidente: VIDIRI GUIDO
Relatore: BANDINI GIANFRANCO

SENTENZA

sul ricorso 10216-2010 proposto da:
AZIENDA USL RM A C.F. 04735671002, in persona del
legale rappresentante pro tempore, elettivamente
domiciliata in ROMA, VIA L. ARIOSTO 3/9, nell’U.O.C.
AVVOCATURA ED• AFFATI LEGALI DELL’AZIENDA, presso lo
studio degli avvocati POSSI ENRICA e ALESII ALESSIA,
2013
3416

che la rappresentano e difendono giusta delega in
atti;
– ricorrente contro

VILLA LUANA G.I.F.I.

S.R.L. C.F.

01140510585,

in

Data pubblicazione: 20/01/2014

persona del legale rappresentante pro tempore,
elettivamente domiciliata in ROMA, VIA BELSIANA 71,
presso lo studio dell’avvocato OCCHIPINTI MARIO, che
la rappresenta e difende giusta delega in atti;
– controri corrente –

avverso la sentenza n. 4919/2009 della CORTE D’APPELLO
di ROMA, depositata il 10/12/2009 r.g.n. 7814/2004;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica
udienza

del

27/11/2013

dal

Consigliere

Dott.

GIANFRANCO BANDINI;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore
Generale Dott. CARMELO CELENTANO, che ha concluso per
l’inammissibilità del ricorso.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
La Villa Luana Gifi srl, quale mandataria ad agire ed a riscuotere di
un proprio paziente (Manfredi Luisa), ottenne decreto ingiuntivo nei

anche come Ausl) per il pagamento della somma asseritamente
dovuta a titolo di rimborso per il ricovero ospedaliero in forma
indiretta.
Il primo Giudice rigettò l’opposizione proposta dall’Ausl avverso il
predetto decreto ingiuntivo.
La Corte d’Appello di Roma, con sentenza depositata il 10.12.2009,
rigettò il gravame svolto dalla Ausl.
In corso di causa le parti, premesso di avere transatto la
controversia, hanno depositato atto di rinuncia al ricorso e al
controricorso, sottoscritto dai rispettivi difensori, con richiesta di
presa d’atto a spese compensate.

MOTIVI DELLA DECISIONE
La rinuncia al ricorso depositata è irrituale, essendo stata sottoscritta
soltanto dal difensore, non munito di mandato speciale a tale effetto
(art. 390, comma 2, cpc).
Trova tuttavia

applicazione

il

principio,

enunciato dalla

giurisprudenza di legittimità, secondo cui, ove la dichiarazione di
rinunzia al ricorso per cassazione non sia stata sottoscritta dalla
parte di persona, ma esclusivamente dal suo difensore nominato,
senza che quest’ultimo risulti munito di mandato speciale a
rinunziare, l’atto, siccome sprovvisto dei requisiti di cui al secondo

3

confronti della Azienda Usl RM A (qui di seguito, per brevità, indicata

comma dell’art. 390 cpc, non appare idoneo a produrre l’effetto
dell’estinzione del processo per avvenuta rinunzia, ai sensi del
combinato disposto del medesimo art. 390 e dell’art. 391 cpc, ma si

ricorrente a proseguire il processo stesso e di determinare così la
cessazione della materia del contendere, con conseguente
inammissibilità del ricorso (cfr, Cass., nn. 22806/2004; 23685/2008).
Il ricorso va quindi dichiarato inammissibile, con compensazione
delle spese, giusta la concorde richiesta delle parti al riguardo.
P. Q. M.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso e compensa le spese.
Così deciso in Roma il 27 novembre 2013.

palesa idoneo a rivelare il sopravvenuto difetto di interesse del

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