Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10378 del 29/04/2010

Cassazione civile sez. II, 29/04/2010, (ud. 15/01/2010, dep. 29/04/2010), n.10378

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SETTIMJ Giovanni – Presidente –

Dott. PETITTI Stefano – Consigliere –

Dott. PARZIALE Ippolisto – Consigliere –

Dott. D’ASCOLA Pasquale – Consigliere –

Dott. DE CHIARA Carlo – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 5615/20207 proposto da:

MINISTERO DELL’INTERNO, in persona del Ministro pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende, ope

legis;

– ricorrente –

contro

Z.E., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA ROCCO

PAGLIARA 45, presso lo studio dell’avvocato GIUFFRIDA ANTONIO,

rappresentato e difeso dall’avvocato TEDOLDI Alberto, giusta procura

speciale in calce al controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 58/2006 del GIUDICE DI PACE di CECINA, del

10/10/05, depositata il 20/02/2006;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

15/01/2010 dal Consigliere Relatore Dott. CARLO DE CHIARA;

udito per il controricorrente l’Avvocato Biscaretti Di Ruffia Claudio

(per delega Avvocato Tedoldi) che si riporta agli scritti;

è presente il P.G. in persona del Dott. PIERFELICE PRATIS che nulla

osserva rispetto alla relazione scritta.

 

Fatto

PREMESSO IN FATTO

che con la sentenza indicata in epigrafe il Giudice di pace di Cecina ha accolto l’opposizione proposta dal sig. Z.E. a verbale di accertamento della violazione dell’art. 142 C.d.S., comma 9, elevato dalla Polizia Stradale, ritenendo, sulla scorta della testimonianza di una passeggera dell’autovettura dell’incolpato.

secondo la quale l’autovettura stessa procedeva ad andatura moderata, che gli agenti fossero incorsi in errore nell’indicare il veicolo la cui velocità avevano accertato mediante apparecchiatura “Telelaser”;

che il Ministero dell’Interno ha quindi proposto ricorso per cassazione deducendo due motivi di censura, cui l’intimato ha resistito con controricorso;

che, avviata la procedura camerale di cui all’art. 375 c.p.c., il P.M. ha concluso per la manifesta fondatezza del ricorso.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che con il primo motivo di ricorso si richiama la consolidata giurisprudenza di questa Corte circa la legittimità ed attendibilità dell’uso del “Telelaser”, mentre con il secondo si lamenta che il Giudice di pace abbia assunto la testimonianza contraria alle risultanze del verbale nonostante questo facesse prova, invece, fino a querela di falso;

che, secondo il consolidato orientamento di questa Corte, in tema di accertamento delle violazioni dei limiti di velocità a mezzo apparecchiature elettroniche, poichè l’art. 142 C.d.S., si limita a prevedere che possono essere considerate fonti di prova le apparecchiature debitamente omologate, e l’art. 345 reg. esec. C.d.S., approvato con D.P.R. n. 495 del 1992, dispone che le suddette apparecchiature, la cui gestione è affidata direttamente dagli organi di polizia stradale, devono essere costruite in modo tale da raggiungere detto scopo fissando la velocità in un dato momento in modo chiaro e accertabile, tutelando la riservatezza dell’utente, senza prevedere che della rilevazione debba necessariamente ed esclusivamente essere attestata da documentazione fotografica, è legittima la rilevazione della velocità di un autoveicolo effettuata a mezzo apparecchiatura elettronica denominata “telelaser” (apparecchiatura che non rilascia documentazione fotografica dell’avvenuta rilevazione nei confronti di un determinato veicolo, ma che consente unicamente l’accertamento della velocità in un determinato momento, restando affidata alla attestazione dell’organo di polizia stradale addetto alla rilevazione la riferibilità della velocità proprio al veicolo dal medesimo organo individuato) in quanto l’attestazione dell’organo di polizia stradale ben può integrare la rilevazione elettronica con quanto accertato direttamente e attribuire tale rilevazione ad uno specifico veicolo, risultando tale attestazione assistita da efficacia probatoria fino a querela di falso, ed essendo suscettibile di prova contraria unicamente il difetto di omologazione o di funzionamento dell’apparecchiatura elettronica (cfr. Cass. 5873/2004 e successive conformi);

che pertanto l’unitaria complessiva censura dedotta con i due motivi di ricorso è manifestamente fondata, avendo, in particolare, il Giudice di pace superato in base a prova testimoniale le risultanze del verbale in punto di riferibilità della velocità registrata al veicolo del trasgressore, nonostante quest’ultimo non avesse proposto querela di falso;

che la sentenza impugnata va conseguentemente cassata;

che, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, la causa può essere decisa nel merito con il rigetto dell’opposizione proposta dal sig. Z. al Giudice di pace;

che le spese del giudizio di legittimità, liquidate in dispositivo, seguono la soccombenza, mentre non vi è luogo a provvedere in ordine alle spese del giudizio di merito, in cui l’amministrazione non si è avvalsa di patrocinio professionale.

PQM

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta l’opposizione proposta dal sig. Z.; condanna l’intimato alle spese del giudizio di legittimità, liquidate in Euro 400,00 per onorari, oltre spese prenotate a debito.

Così deciso in Roma, il 15 gennaio 2010.

Depositato in Cancelleria il 29 aprile 2010

 

 

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