Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10376 del 29/04/2010

Cassazione civile sez. II, 29/04/2010, (ud. 15/01/2010, dep. 29/04/2010), n.10376

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SETTIMJ Giovanni – Presidente –

Dott. PETITTI Stefano – Consigliere –

Dott. PARZIALE Ippolisto – Consigliere –

Dott. D’ASCOLA Pasquale – Consigliere –

Dott. DE CHIARA Carlo – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 373/2007 proposto da:

MINISTERO DELL’INTERNO, in persona del Ministro pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende, ope

legis;

– ricorrente –

contro

S.R.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 389/2005 del GIUDICE DI PACE di LAGONEGRO, del

3/11/05, depositata il 14/11/2005;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

15/01/2010 dal Consigliere Relatore Dott. CARLO DE CHIARA;

è presente il P.G. in persona del Dott. PIERFELICE PRATIS.

 

Fatto

PREMESSO IN FATTO

che il sig. S.R. propose opposizione, ai sensi dell’art. 204 bis C.d.S., avverso verbale di contestazione elevato nei suoi confronti dalla Polizia Stradale di Potenza per violazione dell’art. 142 C.d.S., comma 9 (eccesso di velocità) accertata mediante apparecchiatura autovelox 104-C2;

che l’adito Giudice di pace di Lagonegro, nel contraddittorio con il Ministero dell’Interno, ha accolto l’opposizione, con la sentenza indicata in epigrafe, sul rilievo dell’omessa taratura del dispositivo utilizzato per l’accertamento;

che l’amministrazione ha quindi proposto ricorso per cassazione per un solo motivo, cui non ha resistito l’intimato.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che l’amministrazione ricorrente, denunciando violazione di norme di diritto, sostiene l’insussistenza di un obbligo di legge di sottoporre a periodica taratura le apparecchiature destinate all’accertamento dell’eccesso di velocità degli autoveicoli;

che la censura è manifestamente fondata, avendo questa Corte già avuto occasione di escludere la sussistenza di tale obbligo (cfr., per tutte, Cass. 23978/2007 e 29333/2008);

che la sentenza impugnata va pertanto cassata con rinvio (essendo impossibile la decisione nel merito in presenza di altri motivi di opposizione assorbiti, nella sentenza cassata, dall’accoglimento di quello relativo alla taratura) al giudice indicato in dispositivo, il quale si atterrà al principio di diritto di cui sopra e provveder anche sulle spese del giudizio di legittimità.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, al Giudice di pace di Lagonegro in persona di altro giudicante.

Così deciso in Roma, il 15 gennaio 2010.

Depositato in Cancelleria il 29 aprile 2010

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