Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10373 del 29/04/2010

Cassazione civile sez. II, 29/04/2010, (ud. 15/01/2010, dep. 29/04/2010), n.10373

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SETTIMJ Giovanni – Presidente –

Dott. PETITTI Stefano – Consigliere –

Dott. PARZIALE Ippolisto – Consigliere –

Dott. D’ASCOLA Pasquale – Consigliere –

Dott. DE CHIARA Carlo – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 12096/2006 proposto da:

G.G., elettivamente domiciliato in ROMA, presso la

CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato CALANNA

Nunzio, giusta procura speciale a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

COMUNE DI VIZZINI in persona del dipendente comunale Istruttore di

Polizia Municipale – Responsabile del servizio di Polizia Stradale

(dietro autorizzazione del Sindaco di Vizzini a costituirsi in

giudizio a tutela degli interessi del Comune, avvalendosi

direttamente di propri funzionari), elettivamente domiciliato in

ROMA, presso la CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso dal sig.

COSTA Salvatore (in rappresentanza del Comune di Vizzini), giusta

delega che viene allegata in atti;

– resistente –

e contro

COMANDO DI POLIZIA MUNICIPALE DI VIZZINI, in persona del Comandante

pro tempore;

– intimato –

avverso la sentenza n. 28/2005 del GIUDICE DI PACE di VIZZINI,

depositata l’1/03/2005;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

15/01/2010 dal Consigliere Relatore Dott. CARLO DE CHIARA.

E’ presente il P.G. in persona del Dott. PIERFELICE PRATIS.

 

Fatto

PREMESSO IN FATTO

che con la sentenza indicata in epigrafe il Giudice di pace di Vizzini ha respinto l’opposizione proposta dal sig. G. G. a verbale di accertamento di violazione dell’art. 142 C.d.S., comma 8, elevato dalla Polizia Municipale di quel centro;

che l’opponente ha quindi proposto ricorso per cassazione per tre motivi;

che, avviata la procedura camerale di cui all’art. 375 c.p.c., il P.M. ha concluso per la manifesta infondatezza del ricorso.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che il primo motivo di ricorso, con cui si deduce la nullità della sentenza per omessa lettura del dispositivo in udienza, è manifestamente fondato, trovando la censura riscontro nell’esame degli atti, dal quale effettivamente risulta la dedotta omissione;

che resta in ciò assorbito l’esame dei restanti motivi di ricorso, attinenti al contenuto della decisione impugnatacene, in accoglimento della censura accolta, la sentenza va pertanto cassata con rinvio, per un nuovo esame, al giudice indicato in dispositivo, il quale provvederà anche sulle spese del giudizio di legittimità.

PQM

La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, dichiara assorbiti gli altri, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, al Giudice di pace di Vizzini in persona di altro giudicante.

Così deciso in Roma, il 15 gennaio 2010.

Depositato in Cancelleria il 29 aprile 2010

 

 

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