Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10372 del 29/04/2010

Cassazione civile sez. II, 29/04/2010, (ud. 15/01/2010, dep. 29/04/2010), n.10372

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SETTIMJ Giovanni – Presidente –

Dott. PETITTI Stefano – Consigliere –

Dott. PARZIALE Ippolisto – Consigliere –

Dott. D’ASCOLA Pasquale – Consigliere –

Dott. DE CHIARA Carlo – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 9446/2006 proposto da:

ETR SPA in persona del Presidente, legale rappresentante,

appartenente al gruppo INTESA, Concessionaria per la riscossione dei

tributi per la Provincia di Reggio Calabria, elettivamente

domiciliata in ROMA, PIAZZA COLA DI RIENZO 69, presso lo studio

dell’avvocato BOER Paolo, che la rappresenta e difende unitamente

all’avvocato VERNA MARIA ROSA, giusta procura speciale a margine del

ricorso;

– ricorrente –

contro

M.E.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 390/2005 del GIUDICE DI PACE di LOCRI del

15.7.05, depositata il 18/10/2005;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

15/01/2010 dal Consigliere Relatore Dott. CARLO DE CHIARA.

E’ presente il P.G. in persona del Dott. PIERFELICE PRATIS.

 

Fatto

PREMESSO IN FATTO

che con la sentenza indicata in epigrafe il Giudice di pace di Locri ha accolto l’opposizione proposta dal sig. M.E. a cartella di pagamento di sanzione amministrativa pecuniaria per violazione del codice della strada, con la quale era stata dedotta l’omessa indicazione del termine e dell’autorità cui proporre opposizione, l’omessa notifica del verbale di contestazione dell’illecito, la violazione del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 25;

che il giudice ha infatti ritenuto carente il contenuto della cartella, il quale rendeva difficile la comprensione del titolo a fondamento della pretesa sanzionatoria e difettava dell’indicazione dei tempi, dei modi e dell’autorità cui rivolgersi per l’impugnazione dell’atto;

che l’opposta E.T.R. s.p.a., concessionaria della riscossione ed autrice della cartella, ha quindi proposto ricorso per cassazione per due motivi, cui non ha resistito l’intimato;

che, avviata la procedura camerale di cui all’art. 375 c.p.c., il P.M. ha concluso per la manifesta infondatezza del ricorso.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che con il primo motivo di ricorso, denunciando violazione dell’art. 617 c.p.c., si deduce l’inammissibilità dell’opposizione, da qualificare essendo denunciati vizi formali della cartella – come opposizione agli atti esecutivi proposta, però, oltre il termine di decadenza di cui alla norma invocata;

che – come già osservato da questa Corte nella sentenza n. 29989/2008 resa in fattispecie analoga su ricorso della medesima società E.T.R. – la censura non può trovare accoglimento, perchè il Giudice di pace ha motivato la sua decisione anche con il rilievo, non censurato in ricorso, di un vizio formale previsto dalla L. 7 agosto 1990, n. 241, art. 3 e consistente, appunto, nella omessa indicazione dei termini per impugnare l’atto, la quale, secondo la giurisprudenza di questa Corte (cfr., per tutte, Cass. 9725/2000), vale a sanare l’eventuale intempestività dell’impugnazione;

che il secondo motivo, con cui si deduce che il concessionario della riscossione è privo di legittimazione passiva all’opposizione ai sensi della L. 24 novembre 1981, n. 689, art. 22, e segg., è inammissibile, recando la sentenza impugnata l’accoglimento dell’opposizione per soli vizi formali della cartella impugnata, integranti, come si è visto, il diverso rimedio dell’opposizione agli atti esecutivi (per la quale pienamente ricorre la legittimazione passiva del concessionario);

che il ricorso va in conclusione respinto; che non vi è luogo a provvedere sulle spese processuali, in mancanza di attività difensiva della parte intimata.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso.

Così deciso in Roma, il 15 gennaio 2010.

Depositato in Cancelleria il 29 aprile 2010

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