Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10299 del 20/04/2021

Cassazione civile sez. trib., 20/04/2021, (ud. 29/10/2020, dep. 20/04/2021), n.10299

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VIRGILIO Biagio – Presidente –

Dott. MANZON Enrico – Consigliere –

Dott. PUTATURO DONATI VISCIDO DI NOCERA M.G. – Consigliere –

Dott. GORI Pierpaolo – Consigliere –

Dott. CHIESI Gian A – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 25953-2014 proposto da:

DELTA PROJETEC S.R.L., in persona del legale rappresentante p.t.,

rapp. e dif., in virtù di procura speciale in calce al ricorso,

dagli Avv.ti ALBERTO LUPPI e PAOLO ROLFO, presso lo studio del quale

è elett.te dom.to in ROMA, alla VIA APPIA NUOVA, n. 96;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE (C.F. (OMISSIS)), in persona del Direttore

p.t., dom.to ope legis in ROMA, alla VIA DEI PORTOGHESI, n. 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO;

– resistente –

avverso la sentenza n. 1963/14 della COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE

della LOMBARDIA, sez. st. di BRESCIA, depositata il 08/04/2014;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

29/10/2020 dal Consigliere Dott. GIAN ANDREA CHIESI.

 

Fatto

Osservato che l’AGENZIA DELLE ENTRATE emise nei confronti della DELTA PROJETEC S.R.L. un avviso di accertamento per riprese I.R.E.S, I.R.A.P. ed I.V.A. relative all’anno 2004, oltre agli interessi ed alle sanzioni, in conseguenza dell’omessa contabilizzazione di ricavi;

che la contribuente impugnò tale provvedimento innanzi alla C.T.P. di Brescia che, con sentenza 176/7/10, accolse il ricorso;

che, avverso tale decisione, l’AGENZIA DELLE ENTRATE propose gravame innanzi alla C.T.R. della Lombardia, sez. st. di Brescia la quale, con sentenza n. 1963/14, depositata l’8.4.2014, in accoglimento dell’appello ed in riforma della gravata sentenza, rigettò l’originario ricorso proposto dalla contribuente, osservando – per quanto in questa sede ancora rileva – che (a) il mancato rispetto del termine di 60 giorni previsto dalla L. n. 212 del 2000, art. 12, comma 7, per l’emissione dell’avviso di accertamento non determina, ex se, alcuna nullità di quest’ultimo e (b) che, in ogni caso, nella specie, l’urgenza sottesa all’emissione del provvedimento deve ritenersi in re ipsa, quale effetto della decadenza dal potere di accertamento che si sarebbe altrimenti verificata, ove l’Ufficio avesse rispettato il termine predetto prima di emettere l’atto impositivo;

che avverso tale sentenza la DELTA PROJETEC S.R.L. ha quindi proposto ricorso per cassazione, affidato a tre motivi. Si è costituita, con memoria finalizzata alla sola partecipazione all’eventuale discussione in pubblica udienza, l’AGENZIA DELLE ENTRATE.

Diritto

CONSIDERATO

che con il primo motivo, parte ricorrente lamenta (in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3) la violazione e falsa applicazione della L. n. 241 del 1990, artt. 3 e 21-septies, e/o della L. n. 212 del 2000, art. 7, comma 1, e/o del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 42, commi 2 e 3, e/o del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 56, comma 5, per avere la C.T.R. ritenuto valido l’avviso di accertamento oggetto di impugnazione, nonostante la mancanza di una motivazione che espliciti le specifiche ragioni di urgenza sottese all’anticipata emissione dell’atto impositivo;

che con il secondo motivo la difesa della DELTA PROJETEC sostanzialmente ripropone (in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3) la medesima censura svolta con il primo motivo, sia pure con riferimento alla dedotta violazione e falsa applicazione della L. n. 212 del 2000, art. 12, comma 7, per avere la C.T.R. ritenuto valido l’avviso di accertamento oggetto di impugnazione, nonostante il mancato rispetto del termine dilatorio previsto dal richiamato parametro normativo non sia sostenuto, nella specie, da una motivazione che espliciti le specifiche ragioni di urgenza sottese all’anticipata emissione dell’atto impositivo, avendo i giudici di merito erroneamente ritenuto la decadenza dal potere di accertamento circostanza ex se idonea a soddisfare l’onere motivazionale predetto;

che con il terzo motivo la difesa della società contribuente lamenta (in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5), l’omesso esame di un fatto decisivo, oggetto di discussione tra le parti, lamentando l’insufficienza ed illogicità della motivazione addotta dai giudici di merito a sostegno della legittimità dell’avviso di accertamento impugnato quanto alla sussistenza – nella specie – delle ragioni di urgenza idonee a consentire il mancato rispetto del termine dilatorio di 60 giorni previsto dal citato art. 12;

che i motivi – i quali disvelano tutti censure riferibili all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, e che, per identità di questioni agli stessi sottese, sono suscettibili di trattazione congiunta – sono fondati;

che, in proposito, costituiscono principi generali in materia di garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali, quelli per cui: a) la L. n. 212 del 2000, art. 12, comma 7, deve essere interpretato nel senso che l’inosservanza del termine dilatorio di sessanta giorni per l’emanazione dell’avviso di accertamento – termine decorrente dal rilascio al contribuente, nei cui confronti sia stato effettuato un accesso, un’ispezione o una verifica nei locali destinati all’esercizio dell’attività, della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni – determina di per sè, salvo che ricorrano specifiche ragioni di urgenza, l’illegittimità dell’atto impositivo emesso ante tempus, poichè detto termine è posto a garanzia del pieno dispiegarsi del contraddittorio procedimentale, il quale costituisce primaria espressione dei principi, di derivazione costituzionale, di collaborazione e buona fede tra amministrazione e contribuente ed è diretto al migliore e più efficace esercizio della potestà impositiva. Il vizio invalidante non consiste nella mera omessa enunciazione nell’atto dei motivi di urgenza che ne hanno determinato l’emissione anticipata, bensì nell’effettiva assenza di detto requisito (esonerativo dall’osservanza del termine), la cui ricorrenza, nella concreta fattispecie e all’epoca di tale emissione, deve essere provata dall’ufficio (Cass., sez. 5, 30.10.2018, n. 27623, Rv. 65097001); b) la scadenza del termine di decadenza dell’azione accertativa non rappresenta una ragione di urgenza tutelabile ai fini dell’inosservanza del termine dilatorio di cui alla L. n. 212 del 2000, art. 12, comma 7 (Cass., sez. 5, 19.12.2019, n. 34063, non massimata; Cass., sez. 6-5, 10.4.2018, n. 8749, Rv. 647732-01);

che la C.T.R. non si è attenuta a tali principi, laddove ha ritenuto che (a) il mancato rispetto del termine di 60 giorni previsto dalla L. n. 212 del 2000, art. 12, comma 7, per l’emissione dell’avviso di accertamento non ne determini – già in astratto – la nullità (cfr. motivazione della impugnata decisione, p. 4) e (b) che, in ogni caso, il mancato rispetto di detto termine debba ritenersi, nella specie, giustificato dall’esigenza di evitare la decadenza dell’azione accertativa (cfr. motivazione della impugnata decisione, p. 5);

ritenuto, in conclusione, che il ricorso debba essere accolto, con cassazione della gravata decisione. Peraltro, non essendo necessari ulteriori accertamenti in fatto, pacificamente essendo avvenuta l’emissione (e la notifica) dell’avviso di accertamento impugnato anteriormente al decorso del termine citato ex art. 12, comma 7, la causa ben può essere decisa nel merito, con accoglimento dell’originario ricorso e l’annullamento dell’avviso di accertamento impugnato;

che, quanto alle spese, essendosi gli orientamenti sottesi all’odierna decisione consolidatisi successivamente alla proposizione del ricorso, le stesse dell’intero giudizio vanno integralmente compensate tra le parti.

P.Q.M.

Accoglie il ricorso. Per l’effetto cassa la gravata decisione e, decidendo nel merito, accoglie il ricorso originariamente proposto dalla DELTA PROJETEC S.R.L. Compensa integralmente tra le parti le spese dell’intero giudizio.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Civile Tributaria, il 29 ottobre 2020.

Depositato in Cancelleria il 20 aprile 2021

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