Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10287 del 10/05/2011

Cassazione civile sez. trib., 10/05/2011, (ud. 06/04/2011, dep. 10/05/2011), n.10287

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUPI Fernando – Presidente –

Dott. PARMEGGIANI Carlo – rel. Consigliere –

Dott. CIRILLO Ettore – Consigliere –

Dott. SAMBITO Maria Giovanna Concetta – Consigliere –

Dott. TERRUSI Francesco – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

ASSOCIAZIONE CULTURALE NATURE’ (OMISSIS) in persona del legale

rappresentante pro-tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

GERMANICO 96, presso lo studio dell’avvocato BRUNO TAVERNITI,

rappresentata e difesa dall’avvocato CIERI FIORENZO, giusta procura

speciale a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE (OMISSIS) in persona del Direttore pro-

tempore e MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE in persona del

Ministro pro-tempore, elettivamente domiciliati in ROMA, VIA DEI

PORTOGHESI 12, presso AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che li

rappresenta e difende, ope legis;

– controricorrenti –

avverso la sentenza n. 86/2008 della Commissione Tributaria Regionale

di L’AQUILA – Sezione Staccata di PESCARA del 28.2.08, depositata il

14/05/2008;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

06/04/2011 dal Consigliere Relatore Dott. CARLO PARMEGGIANI.

E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott. RAFFAELE

CENICCOLA.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

Nella causa indicata in premessa, è stata depositata in cancelleria la seguente relazione ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c.:

“la Agenzia delle Entrate di Vasto a seguito di PVC della Guardia di Finanza notificava nel 2005 avviso di accertamento alla Associazione Culturale Nature, sul presupposto della natura commerciale della medesima, con cui contestava la omessa presentazione della dichiarazione annuale IVA per il 1999, l’omessa tenuta dei registri obbligatori, la mancata contabilizzazione dei ricavi a fini IRPEG ed IRAP, la mancata dichiarazione di tali tributi ed applicava imposte e sanzioni.

La Associazione contestava, oltre a varie altre censure, la ritenuta natura commerciale anzichè culturale ed impugnava l’avviso innanzi alla CTP di Chieti, che rigettava il ricorso.

La sentenza era appellata dalla Associazione e la CTR degli Abruzzi con sentenza n. 86/9/08 in data 28-2-2008 rigettava il gravame.

Avverso la sentenza propone ricorso per cassazione la Associazione, con due motivi.

Con il primo deduce violazione di diritto in relazione all’art. 132 c.p.c., n. 4, per mancanza di motivazione e comunque carenza assoluta di motivazione su tutti i punti decisivi della controversia, in quanto le apodittiche affermazioni in fatto e le sintetiche affermazioni in diritto non consentivano la individuazione del thema decidendum nè l’iter logico-motivazionale alla base della decisione.

Con il secondo, deduce violazione dell’art. 112 c.p.c. per non avere il giudice di appello preso in esame alcuno dei cinque motivi di gravame, testualmente riportati in ricorso.

L’Agenzia delle Entrate resiste con controricorso in cui sostiene la infondatezza delle argomentazioni della ricorrente.

Il primo motivo è palesemente fondato sotto il profilo del difetto di motivazione.

Testualmente la motivazione della sentenza impugnata (non preceduta da una congrua illustrazione del fatto) è in questi termini:

“La mancanza di contabilità e la omissione delle denuncie legittimano pienamente l’operato del Fisco; quindi bene hanno fatto i primi giudici perchè l’avviso di accertamento sembra adeguatamente motivato in quanto la Agenzia delle Entrate di Vasto ha fatto riferimento al verbale di constatazione della Guardia di Finanza che aveva indicato la partita IVA della Associazione, pertanto cadono le doglianze in ordine alla scarsa chiarezza tra intestazione del PVC ed avviso di accertamento.” Da tale esposizione si evince che la motivazione è meramente apparente, in quanto consiste in affermazioni non collegate tra loro da cui non si evincono nè i motivi di doglianza delle parti, nè il contenuto e significato degli atti e documenti citati dai quali dovrebbe rilevarsi la infondatezza dei medesimi, non consentendo quindi di comprendere l’oggetto del giudizio nè l’iter logico- giuridico alla base della decisione (v. Cass. n. 871 del 2009). Nè può ritenersi sussistente una motivazione “per relationem” in quanto non si evincono le ragioni della conferma della pronuncia in relazione ai motivi di impugnazione proposti (v. Cass. n. 15483 del 2008).

Il secondo motivo rimane assorbito.” La relazione è stata comunicata al pubblico ministero e notificata agli avvocati delle parti costituite.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

Che il Collegio, a seguito della discussione in Camera di consiglio, condivide i motivi in fatto e in diritto esposti nella relazione, e, pertanto, riaffermati i principi sopra richiamati, il ricorso deve essere accolto, con cassazione della sentenza e rinvio della causa, anche per le spese, a diversa sezione della CTR degli Abruzzi.

P.Q.M.

La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, assorbito il secondo.

Cassa in relazione al motivo accolto la sentenza impugnata e rinvia anche per le spese, a diversa sezione della Commissione Tributaria Regionale degli Abruzzi.

Così deciso in Roma, il 6 aprile 2011.

Depositato in Cancelleria il 10 maggio 2011

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