Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10261 del 29/05/2020

Cassazione civile sez. trib., 29/05/2020, (ud. 04/02/2020, dep. 29/05/2020), n.10261

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. STALLA Giacomo Maria – Presidente –

Dott. PAOLITTO Liberato – Consigliere –

Dott. CAPRIOLI Maura – Consigliere –

Dott. BALSAMO Milena – Consigliere –

Dott. BOTTA Raffaele – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 16874/2014 R.G. proposto da:

Agenzia delle entrate, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in Roma, via dei Portoghesi 12, presso

l’Avvocatura Generale dello Stato, che la rappresenta e difende per

legge;

– ricorrente –

contro

G.F.P., elettivamente domiciliato in Roma, via delle

Quattro Fontane 161, presso gli avv.ti Sante Ricci (NCTM Studio

Legale Associato), che lo rappresentano e difendono giusta delega a

margine del controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza della Commissione Regionale della Lombardia

(Milano), Sez. 45, n. 186/45/13 del 9 dicembre 2013, depositata il

18 dicembre 2013, non notificata.

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 4 febbraio

2020 dal Consigliere Raffaele Botta;

Visto che il P.G. non ha depositato conclusioni scritte e che solo la

parte controricorrente ha prodotto memoria.

Fatto

FATTO E DIRITTO

1. La controversia concerne l’impugnazione di un avviso di liquidazione con il quale veniva pretesa la tassazione in misura proporzionale, ai fini dell’imposta di successione e donazione e ai fini dell’imposta ipotecaria e catastale, di un atto con il quale la sig.ra A.Restelli L.A.M. istituiva un trust, destinandovi con successivo atto di dotazione una serie di beni costituendosi essa stessa, e dopo la sua morte i figli, come beneficiario, atto sottoposto dal notaio G. a registrazione a tassa fissa. Il ricorso era rigettato in primo grado, ma la decisione era riformata in appello con la sentenza in epigrafe avverso la quale l’amministrazione propone ricorso per cassazione con due motivi. Resiste con controricorso il notaio G.;

2. Con il primo motivo di ricorso, che assume valore assorbente, l’Ufficio denuncia violazione e falsa applicazione del D.L. n. 262 del 2006, art. 2, comma 47, in quanto erroneamente la sentenza impugnata non avrebbe ritenuto che l’atto istitutivo del trust, perchè diretto a costituire un vincolo di destinazione, fosse – per ciò solo soggetto all’imposta sulle successioni e donazioni;

3. Il motivo è fondato alla luce dell’orientamento di questa Corte secondo cui “Poichè ai fini dell’applicazione delle imposte di successione, registro ed ipotecaria è necessario, ai sensi dell’art. 53 Cost., che si realizzi un trasferimento effettivo di ricchezza mediante un’attribuzione patrimoniale stabile e non meramente strumentale, nel trust di cui alla L. n. 364 del 1989 (di ratifica ed esecuzione della.

Convenzione dell’Aja 1 luglio 1985), detto trasferimento imponibile non è costituito nè dall’atto istitutivo del trust, nè da quello di dotazione patrimoniale fra disponente e trustee in quanto gli stessi sono meramente attuativi degli scopi di segregazione e costituzione del vincolo di destinazione, bensì soltanto dall’atto di eventuale attribuzione finale del bene al beneficiario” (Cass. n. 16699 del 2019; v. anche Cass. n. 19167 del 2019: “In tema di trust, l’imposta sulle successioni e donazioni, prevista dal D.L. n. 262 del 2006, art. 2, comma 47, (conv. con modif. dalla L. n. 286 del 2006) anche per i vincoli di destinazione, è dovuta non al momento della costituzione dell’atto istitutivo o di dotazione patrimoniale, fiscalmente neutri in quanto meramente attuativi degli scopi di segregazione ed apposizione del vincolo, bensì in seguito all’eventuale trasferimento finale del bene al beneficiario, in quanto solo quest’ultimo costituisce un effettivo indice di ricchezza ai sensi dell’art. 53 Cost.”; v. anche Cass. n. 19319 del 2019, che concerne la vicenda di ulteriori atti di dotazione nei confronti del medesimo trust oggetto del presente giudizio in discussione);

4. Sicchè il ricorso deve essere respinto. In ragione del recente consolidarsi dell’orientamento giurisprudenziale cui si è fatto riferimento appare giustificata la compensazione delle spese.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso e compensa le spese.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della non sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, il 4 febbraio 2020.

Depositato in Cancelleria il 29 maggio 2020

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