Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10210 del 16/04/2021

Cassazione civile sez. I, 16/04/2021, (ud. 11/02/2019, dep. 16/04/2021), n.10210

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DE CHIARA Carlo – Presidente –

Dott. ACIERNO Maria – Consigliere –

Dott. NAZZICONE Loredana – Consigliere –

Dott. FALABELLA Massimo – Consigliere –

Dott. CARADONNA Lunella – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso n. 11286/2017 proposto da:

C.F., e C.G., entrambi difesi e rappresentati,

per procure speciali in calce al ricorso per cassazione, dagli

Avv.ti Mauro Meneghini, e Andrea Manzi, con domicilio eletto presso

quest’ultimo in Roma, via F. Confalonieri, n. 5;

– ricorrenti –

contro

Banca Alto Vicentino Credito Cooperativo S.c.p.a. – (OMISSIS), nella

persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e

difesa, in virtù di procura speciale in calce al controricorso,

dagli Avv.ti Antonella Lillo, e Renato Carretta, nonchè dell’Avv.

Giovanni Galoppi ed elettivamente domiciliata presso lo studio di

quest’ultimo in Roma, via Sistina, n. 42;

e nei confronti di:

G.G.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 2460/2016 della Corte di appello di VENEZIA,

pubblicata il 2 novembre 2016;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio

dell’11/02/2021 dal Consigliere Dott. Lunella Caradonna.

 

Fatto

RILEVATO

CHE:

1. Con atto di citazione notificato il 24 dicembre 2008, F. e C.G. avevano convenuto in giudizio la Banca Alto Vicentino Credito Cooperativo S.c.p.a. chiedendo, in via principale, che venisse dichiarata la nullità del contratto di acquisto dei titoli Parmalat, concluso il 22 maggio 2003, per nominali 325.000,00 Euro, con l’intermedizione della Banca; in via subordinata, l’annullamento del contratto per vizi del consenso ai sensi degli artt. 1439 e 1428 c.c. o la sua risoluzione per inadempimento agli obblighi imposti dalla disciplina di settore; in via ulteriormente subordinata, il risarcimento del danno, pari alla somma impiegata nell’operazione, oltre interessi e maggior danno ex art. 1224 c.c..

2. Gli attori avevano chiamato in causa G.G., funzionario della Banca, che, a loro dire, aveva collocato i titoli senza il rispetto dei doveri di correttezza e degli obblighi informativi e il G., costituitosi nel giudizio, aveva eccepito il difetto di legittimazione passiva, perchè estraneo al rapporto processuale e, comunque, l’infondatezza delle pretese attoree, stante il diligente assolvimento degli obblighi di legge e regolamentari nella stipula del contratto di intermediazione finanziaria.

3. Il Tribunale di Vicenza, con sentenza n. 392/2011 del 7 aprile 2011, aveva condannato la Banca e il G. a pagare agli attori la somma di Euro 325.000,00, oltre interessi e rivalutazione, dedotto il valore attuale dei titoli Parmalat e le cedole riscosse.

4. La Corte di appello di Venezia, adita con appello principale dalla Banca Alto Vicentino Credito Cooperativo e con appello incidentale dai C. e da G.G., con la decisione in questa sede impugnata, ha dichiarato inammissibile la chiamata in causa di G.G. nel giudizio di primo grado; ha condannato C.G. e C.F. alla rifusione delle spese in suo favore del giudizio di primo e secondo grado e ha rimesso la causa in istruttoria con separata ordinanza.

5. La sentenza della Corte di Appello di Venezia è stata impugnata da C.F. e da C.G. con ricorso per cassazione, affidato a quattro motivi, cui ha resistito la Banca Alto Vicentino Credito Cooperativo S.c.p.a. con controricorso.

6. G.G. non ha svolto difese.

7. I ricorrenti e la Banca controricorrente hanno depositato memorie.

Diritto

CONSIDERATO

CHE:

1. Con il primo motivo i ricorrenti lamentano, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione del D.Lgs. n. 5 del 2003, art. 6, 12 13 e 17 nonchè degli artt. 269272 e 354 c.p.c., assumendo che la norma di cui al D.Lgs. n. 5 del 2003, art. 6 non prevedeva alcuna preventiva valutazione e autorizzazione del giudice della chiamata del terzo, fasi che restavano assorbite o nel decreto del giudice relatore di cui all’art. 12 decreto citato o nella decisione di merito e che, nel caso in esame la valutazione del Tribunale era stata positiva, posto che il decreto D.Lgs. n. 5 del 2003, ex art. 12 non aveva detto nulla e la sentenza aveva condannato il convenuto in solido con il terzo chiamato.

2. Con il secondo motivo i ricorrenti lamentano, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione delle norme di cui al D.Lgs. n. 5 del 2003, artt. 6,13 e 17 asserendo che non era intervenuta alcuna decadenza in ordine alla chiamata del terzo e che il terzo non aveva eccepito nulla in ordine alla ritualità o tempestività della citazione o al rispetto delle regole D.Lgs. n. 5 del 2003, ex art. 6.

3. Con il terzo motivo i ricorrenti lamentano, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione dell’art. 157 c.p.c., perchè soltanto il terzo chiamato poteva dolersi della chiamata in causa e non anche la convenuta principale, nei cui confronti la chiamata non aveva comportato alcun ampliamento del thema decidendum.

4. Con il quarto motivo i ricorrenti lamentano, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 e alla statuizione sulla erronea pronuncia dell’incapacità a testimoniare di G.G., l’omesso esame della circostanza, dedotta nella memoria di replica notificata alla banca in primo grado, alle pagine 25 e 26, che il G. risultava essere un promotore finanziario iscritto all’albo di cui all’art. 31, comma 4 T.U.F. e che era stata allegata la Delib. Consob 13 novembre 2002, n. 13816 (doc. 25, fascicolo attori), circostanza ribadita alle pagine da 8 a 17 della comparsa di risposta dimessa in appello e, comunque, mai contestata nè dalla Banca, nè dal terzo chiamato.

5. In via preliminare, va rilevato che i ricorrenti con la memoria ex art. 380 bis c.p.c. hanno segnalato la pendenza del ricorso per cassazione, rubricato al n. 8468/2019 R.G., avverso la sentenza definitiva resa dalla Corte di appello di Venezia nella presente causa.

6. Va, quindi, disposto il rinvio a nuovo ruolo ai fini della trattazione congiunta dei due ricorsi, tra di loro connessi.

P.Q.M.

La Corte rinvia il ricorso a nuovo ruolo per trattazione congiunta con il ricorso n. 8468/2019 R.G..

Così deciso in Roma, il 11 febbraio 2021.

Depositato in Cancelleria il 16 aprile 2021

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA