Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10184 del 10/05/2011

Cassazione civile sez. VI, 10/05/2011, (ud. 31/03/2011, dep. 10/05/2011), n.10184

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUCCIOLI Maria Gabriella – Presidente –

Dott. FELICETTI Francesco – Consigliere –

Dott. CECCHERINI Aldo – Consigliere –

Dott. PICCININNI Carlo – Consigliere –

Dott. GIANCOLA Maria Cristina – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 1676/2010 proposto da:

V.A. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in

ROMA, PIAZZA APOLLODORO 26, presso lo studio dell’avvocato LELLI

Paolo Vittorio, che lo rappresenta e difende giusta procura speciale

in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

B.M.;

– intimata –

avverso il decreto N. PROC. 70850/06 del TRIBUNALE di MILANO del

18/11/09, depositato il 20/11/2009;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

31/03/2011 dal Consigliere Relatore Dott. MARIA CRISTINA GIANCOLA;

è presente il Procuratore Generale in persona del Dott. ROSARIO

GIOVANNI RUSSO.

Fatto

FATTO E DIRITTO

Il Collegio, all’esito dell’adunanza in Camera di consiglio del 31 marzo 2011, svoltasi con la presenza del Sost. Proc. Gen. Dr. R.G. Russo, osserva e ritiene:

– il relatore designato, nella relazione depositata ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., ha formulato la proposta di definizione che di seguito interamente si trascrive: “Con provvedimento reso il 18.11.2009, il Tribunale di Milano, all’esito del procedimento ex art. 287 c.p.c., e segg., introdotto da B.M. e volto alla correzione della sentenza di separazione personale pronunciata il 23/09/2009, nei confronti della stessa e del coniuge V. A., ha disposto che nel dispositivo di detta pronuncia dovesse intendersi scritto e leggersi ai sensi dell’art. 151 c.c., comma 2 e accoglie la domanda di addebito presentata dalla moglie nonchè conclusivamente condannato il V. a rifondere alla medesima B. le spese della procedura, contestualmente liquidate:

1. con due successivi ricorsi, entrambi notificati secondo le formalità di cui all’art. 149 c.p.c. – che come noto esigono per il relativo perfezionamento il deposito del relativo A/R non ancora avvenuto – ed iscritti a ruolo, il V. ha proposto ricorso per cassazione nei confronti della B., che non ha svolto attività difensiva;

2. con i suddetti ricorsi il V. ha impugnato, ai sensi dell’art. 111 Cost. (in tema cfr. Cass. 200609311), il provvedimento correttivo per il seguente motivo “Violazione e fo falsa applicazione dell’art. 91 c.p.c.”, con specifico riguardo alla sua condanna al pagamento delle spese del procedimento di correzione;

3. in effetti, il provvedimento correttivo nel recare la statuizione sulle spese e segnatamente la condanna del V. al relativo pagamento risulta configgere con il dettato normativo e con il principio di diritto già argomentatamente e reiteratamente affermato da questa Corte (cfr. Cass. SU 200209438 e tra le numerose altre, Cass. 19830091; 198504126; 200609311; 200910203), secondo cui “Nel procedimento di correzione degli errori materiali di cui agli artt. 287 e 391 bis cod. proc. civ., non è ammessa alcuna pronuncia sulle spese processuali”.

4. il ricorso può, quindi, essere trattato in Camera di consiglio, in applicazione degli artt. 376, 380 bis e 375 c.p.c., per esservi o dichiarato inammissibile in caso di mancato deposito dei suddetti avvisi sino all’adunanza camerale ovvero accolto in ipotesi di sopravvenuta tempestiva prova della sua notificazione.

Roma, il 24 settembre 2010″;

il ricorso risulta notificato il 2-9.02.2010, dopo un primo tentativo di notifica non andato a buon fine;

la relazione è stata comunicata al Pubblico Ministero notificata al difensore del ricorrente il Pubblico Ministero non ha depositato conclusioni scritte;

alcuna osservazione critica è stata mossa avverso le proposte contenute nella condivisa relazione di cui sopra nè emergono elementi che possano portare a conclusioni diverse da quelle ivi esposte;

in accoglimento del ricorso, l’impugnato provvedimento del 18- 20.11.2009 va quindi, cassato senza rinvio limitatamente alla statuizione di condanna del V. a rifondere alla B. le spese del procedimento di correzione del dispositivo della sentenza n. 11487/2009, di separazione personale delle parti;

sussistono giusti motivi per dichiarare compensate le spese di questo giudizio, tenuto conto della condotta processuale tenuta dalla B. nel procedimento di correzione, nel quale non si da atto di una sua espressa istanza di rifusione delle spese.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso e cassa senza rinvio il decreto impugnato limitatamente al capo di condanna del V. alla rifusione in favore della B. delle spese del procedimento di correzione del dispositivo della sentenza n. 11487/2009, di separazione personale delle parti. Compensa le spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, il 31 marzo 2011.

Depositato in Cancelleria il 10 maggio 2011

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