Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10175 del 16/04/2021

Cassazione civile sez. VI, 16/04/2021, (ud. 11/11/2020, dep. 16/04/2021), n.10175

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. COSENTINO Antonello – Presidente –

Dott. PICARONI Elisa – Consigliere –

Dott. FALASCHI Milena – Consigliere –

Dott. ABETE Luigi – rel. Consigliere –

Dott. GIANNACCARI Rossana – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 1384 – 2018 R.G. proposto da:

Avvocato T.V. – c.f. (OMISSIS) – da se medesimo, ai sensi

dell’art. 86 c.p.c., rappresentato e difeso; elettivamente

domiciliato in Roma, alla via Baldo degli Ubaldi, n. 71, presso lo

studio dell’avvocato Massimiliano Morichi;

– ricorrente –

contro

N.A. – c.f. (OMISSIS) – R.M.L. – c.f.

(OMISSIS) – R.F. – c.f. (OMISSIS) – RU.MA. –

c.f. (OMISSIS) -;

– intimati –

avverso l’ordinanza del Tribunale di Benevento dei 31.10/2.11.2017;

udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 11 novembre

2020 dal consigliere Dott. Abete Luigi.

 

Fatto

MOTIVI IN FATTO ED IN DIRITTO

1. Con ricorso in data 7.2.2017 l’avvocato T.V. adiva il Tribunale di Benevento.

Esponeva che aveva rappresentato e difeso il dottor R.A. nel contenzioso, articolatosi in tre giudizi, che aveva questi opposto al dottor M.A. ed alla Azienda Ospedaliera Rummo di Benevento.

Esponeva che – al netto di quanto era stato posto a carico di M.A. – gli eredi legittimi di R.A., deceduto il 21.5.2014, nulla gli avevano corrisposto a titolo di compensi a lui spettanti.

Chiedeva che l’adito tribunale liquidasse, in misura pari ad Euro 45.947,95, i compensi a lui dovuti.

2. Resistevano N.A., R.M.L., R.F. e Ru.Ma., eredi legittimi di R.A..

3. Con ordinanza dei 31.10/2.11.2017 il Tribunale di Benevento condannava i resistenti a pagare al ricorrente la complessiva somma di Euro 14.382,95 nonchè a rimborsare al ricorrente le spese di lite.

4. Avverso tale ordinanza ha proposto ricorso l’avvocato T.V.; ne ha chiesto sulla scorta di tre motivi la cassazione con ogni conseguente provvedimento anche in ordine alle spese.

N.A., R.M.L., R.F. e Ru.Ma. non hanno svolto difese.

5. Il relatore ha formulato ex art. 375 c.p.c., n. 5), proposta di manifesta infondatezza del primo e del secondo motivo di ricorso, di manifesta fondatezza del terzo motivo di ricorso; il presidente ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., comma 1, ha fissato l’adunanza in camera di consiglio.

6. Il ricorrente ha depositato memoria.

7. Con il primo motivo il ricorrente denuncia ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, la violazione dell’art. 101 c.p.c., comma 2.

8. Con il secondo motivo il ricorrente denuncia ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione del D.M. n. 127 del 2004, artt. 5 e 6 e degli artt. 10 c.p.c. e ss..

9. Con il terzo motivo il ricorrente denuncia ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione del D.M. n. 127 del 2004, del D.Lgs. n. 1 del 2012, art. 9, nonchè del D.M. n. 140 del 2012, artt. 1 e ss. e dell’art. 429 c.p.c..

10. Il ricorso è improcedibile.

11. Si ribadisce che N.A., R.M.L., R.F. e Ru.Ma. sono rimasti intimati.

12. Su tale scorta si evidenzia che il ricorrente ha depositato in cancelleria l’originale del ricorso a questa Corte di legittimità con relazione (e relativi allegati), ai sensi della L. n. 53 del 1994, art. 3 bis, in data 29.12.2017, di notifica a mezzo posta elettronica certificata all’avvocato Giuseppe Di Stazio ed all’avvocato Biagio Di Stazio – difensori, innanzi al Tribunale di Benevento, degli intimati – priva di attestazione di conformità munita di sua sottoscrizione autografa.

Al contempo l’avvocato T. non ha provveduto ad allegare l’attestazione di conformità munita della sua sottoscrizione autografa entro la data dell’adunanza in camera di consiglio.

13. In tal guisa soccorrono gli insegnamenti delle Sezioni Unite.

In primo luogo l’insegnamento a tenor del quale nel giudizio di cassazione, cui – ad eccezione delle comunicazioni e notificazioni a cura della cancelleria D.Lgs. n. 179 del 2012 ex art. 16, convertito con modificazioni in L. n. 221 del 2012 – non è stato ancora esteso il processo telematico, è necessario estrarre copie analogiche degli atti digitali ed attestarne la conformità, in virtù del potere appositamente conferito al difensore dalla L. n. 53 del 1994, art. 6 e art. 9, commi 1 bis e 1 ter (cfr. Cass. sez. un. 27.4.2018, n. 10266; Cass. (ord.) 26.6.2018, n. 16822).

In secondo luogo l’insegnamento a tenor del quale il deposito in cancelleria, nel termine di venti giorni dall’ultima notifica, di copia analogica del ricorso per cassazione predisposto in originale telematico e notificato a mezzo p.e.c., senza attestazione di conformità del difensore L. n. 53 del 1994 ex art. 9, commi 1-bis e 1-ter, o con attestazione priva di sottoscrizione autografa, non ne comporta l’improcedibilità ove il controricorrente (anche tardivamente costituitosi) depositi copia analogica del ricorso ritualmente autenticata ovvero non abbia disconosciuto la conformità della copia informale all’originale notificatogli D.Lgs. n. 82 del 2005 ex art. 23, comma 2; viceversa, ove il destinatario della notificazione a mezzo p.e.c. del ricorso nativo digitale rimanga solo intimato (è il caso di specie) ovvero disconosca la conformità all’originale della copia analogica non autenticata del ricorso tempestivamente depositata, per evitare di incorrere nella dichiarazione di improcedibilità sarà onere del ricorrente depositare l’asseverazione di conformità all’originale della copia analogica sino all’udienza di discussione o all’adunanza in camera di consiglio (cfr. Cass. sez. un. 24.9.2018, n. 22438; Cass. (ord.) 30.10.2018, n. 27480. Si veda anche Cass. sez. lav. (ord.) 18.7.2018, n. 19078, secondo cui, in tema di giudizio per cassazione, ove il ricorso predisposto in originale cartaceo e sottoscritto con firma autografa sia notificato in via telematica, ai fini di prova del perfezionamento della notificazione è necessaria la produzione di copia analogica del messaggio di trasmissione a mezzo P.E.C. e dei suoi allegati (ricorso e procura) nonchè delle ricevute di accettazione e di avvenuta consegna munite di attestazione di conformità agli originali, ai sensi della L. n. 53 del 1994, art. 9, commi 1 bis e 1 ter; tale produzione rileva sul piano dell’ammissibilità del ricorso e può intervenire ai sensi dell’art. 372 c.p.c. fino all’udienza di discussione ex art. 379 c.p.c. ovvero fino all’adunanza in camera di consiglio ex art. 380 bis c.p.c.).

14. N.A., R.M.L., R.F. e Ru.Ma. non hanno svolto difese. Nonostante la declaratoria di improcedibilità del ricorso nessuna statuizione in ordine alle spese va pertanto assunta.

15. Ai sensi del D.P.R. n. 30.5.2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, si dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso ai sensi del D.P.R. cit., art. 13, comma 1-bis, se dovuto (cfr. Cass. sez. un. 20.2.2020, n. 4315).

PQM

La Corte dichiara improcedibile il ricorso; ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, si dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, avvocato T.V., di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso ai sensi del D.P.R. cit., art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

Depositato in Cancelleria il 16 aprile 2021

 

 

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