Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10084 del 27/04/2010

Cassazione civile sez. lav., 27/04/2010, (ud. 02/03/2010, dep. 27/04/2010), n.10084

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BATTIMIELLO Bruno – Presidente –

Dott. LAMORGESE Antonio – Consigliere –

Dott. D’AGOSTINO Giancarlo – Consigliere –

Dott. CURCURUTO Filippo – Consigliere –

Dott. MAMMONE Giovanni – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

P.F., elettivamente domiciliata in ROMA, viale PARIOLI n.

112, presso lo studio dell’avvocato GIUSEPPINA BONITO, rappresentato

e difeso dall’avvocato SARCONE VINCENZO per procura in calce al

ricorso;

– ricorrente –

contro

INPS – ISTITUTO NAZIONALE PER LA PREVIDENZA SOCIALE;

– intimato –

avverso la sentenza n. 2323/2008 della CORTE D’APPELLO di BARI,

depositata il 16/06/2008;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

02/03/2010 dal Consigliere Dott. MAMMONE Giovanni;

udito l’Avvocato SARGONE;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

PATRONE Ignazio, che ha concluso per l’estinzione del giudizio.

 

Fatto

RITENUTO IN FATTO E DIRITTO

P.F. – operaia agricola a tempo determinato – si rivolse al giudice del lavoro di Foggia per ottenere il ricalcolo dell’indennita’ di disoccupazione agricola per l’anno 2001 in godimento ai sensi del D.Lgs. 16 aprile 1997, n. 146, art. 4 in relazione alla retribuzione fissata dalla contrattazione integrativa collettiva della provincia di Foggia, anziche’ in base al salario medio convenzionale rilevato nell’anno 1995 e non piu’ incrementato.

Rigettata la domanda e proposto appello dal richiedente, la Corte d’appello di Bari (sentenza 5 – 16.6.08) riteneva che per le prestazioni temporanee il termine decadenziale di un anno fissato dal D.P.R. 30 aprile 1970, n. 639, art. 47 andasse computato dal decorso di trecento giorni – somma dei 120 giorni assegnati dalla L. 11 agosto 1973, n. 533, art. 7 all’ente gestore per provvedere sull’istanza dell’assicurato e dei 180 giorni assegnati dall’art. 443 c.p.c. per la conclusione dei procedimenti amministrativi prescritti dalle leggi speciali, coincidenti con il termine concesso dalla L. n. 88 del 1989, art. 46 per l’impugnazione al comitato provinciale INPS (gg. 90 per ricorrere + gg. 90 per la decisione o il silenzio rigetto) – dalla presentazione dell’istanza amministrativa. In particolare, con riferimento alla specifica fattispecie – in cui si verteva in controversia avente ad oggetto la riliquidazione di una prestazione gia’ riconosciuta ed erogata in misura ritenuta insufficiente – riteneva che l’assicurato avrebbe dovuto comunque attivarsi tempestivamente, lamentando l’incompleto soddisfacimento, cosi’ rispettando il termine di decadenza invece che avviare il contenzioso dopo la maturazione del termine stesso.

Pertanto, considerato che il termine per la presentazione delle domande per il sussidio di disoccupazione deve considerasi il 31 marzo (D.L. 9 ottobre 1989, n. 338, art. 7, comma 4 conv. dalla L. 7 dicembre 1989, n. 389) e che l’anno di riferimento della prestazione era il 2001, fissava al 31.3.02 l’ultimo giorno utile per l’istanza amministrativa, cosi’ ritenendo intempestivo il ricorso introduttivo della controversia in quanto successivo alla scadenza del termine di un anno e trecento giorni.

Proponeva ricorso per Cassazione l’assicurato deducendo insufficienza e contraddittorieta’ della motivazione, rilevando che il giudice di merito e’ incorso in un errore materiale, atteso che ella aveva depositato il ricorso in data 6.6.03 (come da certificazione apposta dal cancelliere) e non in data successiva al 31.1.04 (giorno di maturazione del termine di decadenza) come erroneamente ritenuto dalla sentenza impugnata. Della stessa viene dunque chiesta la cassazione con rinvio per un nuovo esame dell’atto di appello.

L’INPS non svolgeva attivita’ difensiva.

Il consigliere relatore ha depositato relazione ex. art. 380 bis c.p.c. che e’ stata comunicata al Procuratore generale ed e’ stata notificata al difensore costituito.

Prima dell’adunanza della camera di consiglio il difensore del ricorrente, in forza dei poteri a lui conferiti dalla parte con la procura, ha dichiarato di rinunziare al ricorso (v. dichiarazione depositata il 16.2.10).

In ragione di tale dichiarazione – che non doveva essere notificata alla controparte, non avendo l’INPS svolto attivita’ difensiva – per il combinato degli artt. 306 e 390 – 391 c.p.c. deve dichiararsi l’estinzione del giudizio, senza nulla statuire in punto di spese.

PQM

LA CORTE Dichiara l’estinzione del giudizio. Nulla per le spese.

Cosi’ deciso in Roma, il 2 marzo 2010.

Depositato in Cancelleria il 27 aprile 2010

 

 

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