Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10045 del 20/04/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 20/04/2017, (ud. 24/02/2017, dep.20/04/2017),  n. 10045

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DI VIRGILIO Rosa Maria – Presidente –

Dott. CRISTIANO Magda – Consigliere –

Dott. GENOVESE Francesco Antonio – Consigliere –

Dott. DE CHIARA Carlo – Consigliere –

Dott. DI MARZIO Mauro – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 2828-2015 proposto da:

EQUITALIA SUD SPA, (OMISSIS), in persona del legale rappresentante,

elettivamente domiciliata in ROMA VIA ANDREA MILLEVOI 81, presso lo

studio dell’avvocato CARMELA PARISI che la rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

FALLIMENTO (OMISSIS) SAS;

– intimato –

avverso il decreto n. 10879/2014de1 TRIBUNALE di LOCRI, depositato il

19/12/2014;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 24/02/2017 dal Consigliere Dott. MAURO DI MARZIO.

Fatto

FATTO E DIRITTO

1. – Con decreto depositato in data 19 dicembre 2014, il Tribunale di Locri ha respinto l’opposizione allo stato passivo proposta da EQUITALIA SUD S.P.A. contro il decreto di esecutività dello stato passivo del fallimento (OMISSIS) s.a.s..

Avverso il citato provvedimento EQUITALIA SUD S.P.A. ha proposto ricorso per cassazione affidato a due motivi, mentre l’intimata curatela non ha svolto difese.

2. – Con l’unico motivo di ricorso la ricorrente lamenta violazione di legge per avere il Tribunale omesso di rilevare che la mancata opposizione alle cartelle esattoriali notificate al debitore in bonis costituisse elemento qualificabile come riconoscimento del diritto del creditore erariale, come tale interruttivo della rilevata prescrizione estintiva della pretesa fatta valere in giudizio.

3. – 11 motivo è infondato atteso che, come questa Corte ha avuto modo di affermare (Sez. 3, Sentenza n. 4324 del 23/02/2010), il riconoscimento del diritto, idoneo ad interrompere il corso della prescrizione, pur non dovendo necessariamente concretarsi in uno strumento negoziale, cioè in una dichiarazione di volontà consapevolmente diretta all’intento pratico di riconoscere il credito, potendo quindi essere tacito, deve pur sempre concretarsi in un comportamento obiettivamente incompatibile con la volontà di disconoscere la pretesa del creditore. Pertanto, la mancata opposizione alle cartelle esattoriali da parte del debitore poi fallito, se può avere l’effetto di cristallizzare la pretesa tributaria, non può avere anche l’effetto di interrompere il corso della prescrizione de relativo credito, stante il suo carattere meramente omissivo, senza che possa dunque qualificarsi come riconoscimento, seppur implicito, dell’avversa pretesa.

4. Nulla per le spese.

PQM

rigetta il ricorso; nulla per le spese.

Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 24 febbraio 2017.

Depositato in Cancelleria il 20 aprile 2017

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