Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10029 del 27/04/2010

Cassazione civile sez. lav., 27/04/2010, (ud. 17/03/2010, dep. 27/04/2010), n.10029

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ROSELLI Federico – Presidente –

Dott. DE RENZIS Alessandro – Consigliere –

Dott. PICONE Pasquale – Consigliere –

Dott. NOBILE Vittorio – Consigliere –

Dott. CURZIO Pietro – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 25085/2006 proposto da:

M.L., quale titolare della Ditta individuale M.L.,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA SARACINI 11, presso lo studio

dell’avvocato PANUNZI ALBERTO, rappresentata e difesa dall’avvocato

PETTINARI BRUNO, giusta delega in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

I.N.A.I.L. – ISTITUTO NAZIONALE PER L’ASSICURAZIONE CONTRO GLI

INFORTUNI SUL LAVORO, in persona del legale rappresentante pro

tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA IV NOVEMBRE N. 144,

presso lo studio degli avvocati PIGNATARO ADRIANA, ZAMMATARO VITO,

che lo rappresentano e difendono, giusta delega in calce al

controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 3 92/2 0 05 della CORTE D’APPELLO di ANCONA,

depositata il 15/09/2005 R.G.N. 282/04;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

17/03/2010 dal Consigliere Dott. PIETRO CURZIO;

udito l’Avvocato ZAMMATARO VITO;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

MATERA Marcello, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

 

Fatto

FATTO E DIRITTO

M.L. chiede l’annullamento della sentenza della Corte d’Appello di Ancona, pubblicata il 15 settembre 2005, che ha respinto l’appello contro la decisione con la quale il Tribunale di Macerata aveva rigettato la sua opposizione nei confronti della cartella esattoriale notificatale a cura della Se.Ri.Ma. spa per un credito INAIL di 839,15 Euro per premi non versati nel periodo 1991 – 1995.

Con il ricorso per cassazione si impugna la decisione, affermando che la sentenza sarebbe nulla per omessa pronuncia circa un punto decisivo della controversia e cioè la prova dell’obbligo assicurativo che l’INAIL avrebbe dovuto dare e che vi sarebbe stata violazione degli artt. 414 e 437 c.p.c., nonchè del D.P.R. n. 1124 del 1965, art. 1, e art. 112 c.p.c., in quanto non costituisce eccezione in senso stretto ma mera difesa, volta a contestare l’esistenza e la portata di un fatto costitutivo, l’affermazione della inapplicabilità nei suoi confronti degli obblighi assicurativi per i lavoratori che non fanno uso di attrezzatura o macchinari.

Con un terzo motivo si chiede alla Corte di pronunciarsi, nel merito, sul punto della sussistenza di un obbligo assicurativo per i lavoratori che non fanno uso di attrezzature o macchinari.

Quest’ultimo non è un motivo di impugnazione, ma l’eventuale conseguenza dell’accoglimento dei primi due motivi, i quali per la loro unitarietà devono essere trattati congiuntamente.

Con il ricorso in opposizione a cartella esattoriale la ricorrente impugnò la cartella solo per due ragioni di diritto: la prescrizione del credito e la natura subordinata o meno dei due rapporti di lavoro relativi ai premi. Il giudice respinse la domanda rispondendo su entrambe le questioni.

La M. propose appello, formulando vari motivi e introducendo, con il secondo ed il terzo motivo, due temi nuovi: la mancanza di prova dell’obbligo assicurativo INAIL a carico della M. e l’insussistenza di tale obbligo per i lavoratori a domicilio, quali erano le due lavoratrici i cui premi erano stati omessi.

La Corte ha dichiarato inammissibili i due motivi di appello (considerandoli unitariamente) perchè la insussistenza dell’obbligo assicurativo INAIL per i lavoratori a domicilio non utilizzatori di macchinari è argomento che non fu proposto con l’atto di opposizione, nè successivamente nel giudizio di primo grado. La sua introduzione con il motivo di appello (è tardiva, e quindi inammissibile a norma degli artt. 414 e 437 c.p.c..

Questo ragionamento è pienamente condivisibile. Ai sensi dell’art. 414 c.p.c., gli elementi di fatto (nella specie relativi alle modalità di esecuzione del lavoro) e gli elementi di diritto (nella specie: non obbligatorietà della assicurazione in ragione di quelle peculiari modalità) devono essere indicati nel ricorso introduttivo. Anche a voler ritenere che, nella opposizione a cartella esattoriale, la posizione delle parti si inverte e l’opponente è sostanzialmente convenuto, la M. avrebbe dovuto, comunque, su tali fatti, adempiere agli obblighi imposti dall’art. 416 c.p.c., u.c., a pena di decadenza.

Il ricorso deve essere quindi respinto, con conseguente condanna al pagamento delle spese del giudizio.

PQM

La Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente alla rifusione all’INAIL delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in 14,00, Euro, nonchè 1.500,00 Euro per onorari, oltre accessori di legge.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 17 marzo 2010.

Depositato in Cancelleria il 27 aprile 2010

 

 

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